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Malpaga

La mancata puntualità nei pagamenti sta purtroppo diventando un fenomeno scontato nelle attività di commercio, negli appalti e tra privati.

Questo malcostume spesso denominato “malpaga”, molto comune in Italia, sta prendendo piede anche in Canton Ticino (non ho informazioni per quanto riguarda il resto della Svizzera).

Il pagamento puntuale, che in tempi non così remoti era motivo di orgoglio, vanto, fiducia e professionalità, sta iniziando ad essere visto come qualcosa di “inutile”.

Quanto sopra non fa riferimento a tutte quelle rimostranze che si possono e si dovrebbero esercitare nell’applicazione del diritto di trattenimento o posticipazione dei pagamenti, dettati dalle normative di legge proprie del Codice delle Obbligazioni.

Qui si vuol discutere della posticipazione o sottrazione del pagamento, quando questo è dovuto. Lo scopo è quello di sensibilizzare il lettore in merito al crescente “problema sociale” del malpagatore.

Un problema sociale non è altro che un idea, condivisa dai più, che per eziologia (casuale o dolosa) produce un modus operandi sociale che degrada la qualità della la vita comune.

Quando qualcuno stipula un accordo di pagamento, di qualunque entità, si impegna a versare un importo specifico ad una o più date certe. L’importo pattuito è importante tanto quanto lo è la scadenza.

Se una persona si è impegnata a pagare degli importi specifici, cospicui o esigui che siano, vuol dire che ha stipulato un accordo con la controparte creditrice che, dal canto suo, ha accettato quegli specifici importi e quelle specifiche date. Laddove l’importo o il termine di pagamento non viene rispettato c’è un meccanismo che, volenti o nolenti, si rompe.

La prima cosa a “rompersi” è la fiducia. La fiducia è anch’essa un idea dotata di un importanza che pochi comprendono davvero. Non si tratta solo della (s)fiducia che si ha nel debitore, ma della fiducia come concetto di vita sociale. Esistono molti altri motivi per cui la fiducia può venire meno; ma la fiducia relativa alla puntualità del pagamento, socialmente parlando, non è una cosa da poco.

Il creditore che non riceve quanto pattuito alla data pattuita, inizia a pensare che forse ha fatto male a fidarsi del debitore.  Se poi il mancato pagamento non è neanche stato preceduto da un avviso scritto o quantomeno verbale, allora la sfiducia è più profonda.

Il creditore ora sfiduciato si sentirà anche “gabbato” e inizierà a cercare spiegazioni nella controparte debitrice. Se gli va bene le trova, ragionevoli o meno che siano. Ma la fiducia sarà comunque intaccata. Se al mancato o tardato pagamento viene fornito rimedio dalla controparte debitrice, senza poi ripetersi, la persona sfiduciata solitamente “guarisce”, anche se non è detto che, in futuro, il creditore si fiderà ancora di quel debitore. Questo è un aspetto molto soggettivo che varia da persona a persona. Ci sono persone a cui basterebbe un solo pagamento non rispettato per non fidarsi più di nessuno; ci sono persone che le si può “gabbare” diverse volte senza che perdano fiducia nel prossimo.

Ora prendiamo in considerazione le peculiarità che creano il problema sociale che si vuole trattare: l’effetto domino intrinseco nella mancata puntualità dei pagamenti.

Conseguenze dal punto di vista del creditore.

L’ammanco di incasso alla data pattuita causa un buco nella liquidità che si era prevista di avere per quella data.

Se il mancato incasso non comporta problemi per il creditore, buon per lui. La persona che possiede una riserva di liquidità può sopperire all’ammanco se necessario. Ma spesso fare ricorso a delle riserve può avere dei costi propri, quindi il creditore potrebbe avere comunque un altro problema.

Il creditore deve ora perdere del tempo (e denaro?) per richiamare all’ordine il debitore. Questa perdita di tempo, non essendo prevista, potrebbe sballare alcuni piani giornalieri al creditore e causare altro tempo perso.

Infine, sia che le azioni di richiamo sia intraprese o meno dal creditore (e farebbe davvero male a non farle), abbiamo la perdita di fiducia con le varie eventuali conseguenze psicologiche come descritte sopra.

Laddove il creditore non si preoccupi minimamente di quanto sopra, si ha a che fare o con un benefattore o con un matto.

Conseguenze dal punto di vista del debitore.

Il debitore manca il pagamento di quanto dovuto.

Dapprima potrebbe esserci una preoccupazione visto che il mancato pagamento avrà molto probabilmente dei costi che, non essendo previsti, aggravano la situazione debitoria.

Poi il debitore dovrà perdere tempo per trovare la soluzione al mancato pagamento che ora si somma al prossimo. Dovrà affrontare la “brutta figura” che questa omissione comporta sia a livello familiare che sociale, una cosa che sicuramente ha delle conseguenze psicologiche negative.

Infine, sia che le azioni di richiamo sia intraprese o meno sul debitore (cosa che lui farebbe bene ad evitare pagando puntualmente), abbiamo la perdita di fiducia e il sentimento di umiliazione che lui può avere nei confronti di se stesso e degli altri, con le varie conseguenze psicologiche quali quelle sopra descritte.

Laddove il debitore non si preoccupi minimamente di quello che può accadere, abbiamo a che fare con un personaggio con tendenze criminali e, purtroppo, al creditore gli è andata proprio male.

Sul concetto del criminale faccio una breve digressione. Non pensate subito a “Joker” oppure a “Lex Luthor” quando si usa la parola criminale. Proprio come la follia ha le sue sfumature di grigio, anche la criminalità (probabilmente una forma di follia) ha la sua gradazione di grigio.

Conseguenze dal punto di vista sociale

La società (intesa come le persone che la compongono) che s’imbattono in malpagatori, prima o poi ne vengono influenzati. Un po’ come farebbe un virus, nella mente della gente s’innesta pian piano il pensiero aberrante che auto-suggerisce di adottare lo stesso comportamento del malpagatore. Essi infatti “non sembrano” quasi mai aver grossi problemi dal loro atteggiamento evasivo. L’effetto è che le persone che invece pagano puntualmente si iniziano a sentire un po’ “stupide” e/o prese in giro. Ecco che anche loro iniziano a non preoccuparsi più della puntualità nei loro impegni finanziari, siano esse rate ipotecarie, rate di leasing o prestiti, acconti o rate di tasse e/o contributi, salari ai dipendenti, ecc.

Ecco che fa capolino una società dedita allo scovare furbi escamotage per sottrarsi al pagamento, per pagare meno, per pagare a proprio piacimento oppure per “pagare quando si può’”. Iniziano quindi a saltar fuori persone che non possono permettersi determinati beni o servizi, ma li acquistano ugualmente indebitandosi aldilà delle loro possibilità finanziarie, per poi tentare di sottrarsi al pagamento con la prima scusa che trovano.

Se poi si sommano tra loro tutte le conseguenze sopra descritte, allora la distruzione della fiducia nel prossimo è praticamente garantita.

Esorto chiunque legga questo articolo a effettuare sempre una profonda e attenta riflessione prima di cimentarsi col credito/debito. La durata del credito/debito per esempio é un fattore molto sottovalutato in questo campo: col passar del tempo succedono tante cose, nevvero? Le informazioni e le regole  relative all’impegno finanziario che si sta andando a sottoscrivere é anch’esso molto importante da capire.

Morale: per diventare malpagatori o malpagati basta la distrazione di un attimo.

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